Prevenzione Coronavirus

“In questo momento la cosa più importante è che, non solo i sindaci, ma tutti i cittadini e più che mai chi ha in gestione attività di qualsiasi tipo, applichi con grande attenzione il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DCPM) del 4 marzo 2020. Dobbiamo considerarlo come la “Bibbia” al tempo del coronavirus“. Con queste parole il Sindaco Salvetti ha aperto la conferenza stampa convocata in Comune questa mattina 7 marzo, presenti anche l’assessore al Sociale Andrea Raspanti e il Direttore generale del Comune Nicola Falleni . La conferenza stampa, che ha visto i giornalisti distanziati nelle sedie in base alle misure previste dal decreto, è stata indetta per fare il punto su numerosi aspetti per i quali il sindaco viene continuamente interpellato, ma ome da lui ricordato ” sono comunque già precisi e stringenti nel DPCM del 4 marzo”,  Per esempio: nel decreto è ben specificato (art.1 comma B) che sono “sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi compresi quelli cinematografici e teatrali svolti in ogni luogo sia pubblico che privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, di cui all’allegato 1 lettera D”. Questo significa– ha proseguito Salvetti-  che se il gestore di una di queste attività indicate è in grado di garantire le norme di sicurezza dettate dal decreto, può operare e “mantenere aperto il luogo, il servizio, l’evento, la manifestazione sportiva” di cui è responsabile. Ma appunto, è il proprietario o gestore, che deve assumersi la totale responsabilità del proprio agire e non è necessaria alcuna ordinanza specifica del sindaco, perché il decreto ministeriale è l’unico atto che già vale. Un sindaco che facesse di più o di meno di quanto è scritto sul decreto, sbaglierebbe. E anzi, “allo stato attuale, un sindaco che decidesse ad esempio di chiudere tutte le palestre private o esercizi commerciali della sua città, commetterebbe addirittura un abuso”. Le attività commerciali fra cui la ristorazione come devo comportarsi? ” Anche per queste attività non esistono divieti circa l’apertura, ma anch’esse devono attenersi alle misura di sicurezza quali: distanza fra i commensali, igiene tramite posizionamento di disinfettanti per le mani previste per tutti gli altri luoghi di aggregazione.” Ai sindaci toscani è arrivato anche un chiarimento dall’Anci Toscana (l’associazione nazionale dei Comuni italiani), riguardo alle modalità di applicazione del decreto, dove per esempio, riguardo a “impianti sportivi, eventi, e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina”, si ribadisce che, per mantenere l’apertura di un impianto o lo svolgimento di un evento “le misure organizzative devono essere dichiarate dal soggetto titolare dell’impianto o dal gestore”. In sostanza c’è un richiamo continuo al senso di responsabilità di ciascuno di noi e in particolare di chi ha un ruolo”. Per quanto riguarda tutti gli impianti sportivi di proprietà comunale ma in gestione, l’ufficio Sport del Comune ha a questo scopo inviato una circolare a tutti i gestori, per chiedere esplicitamente che segnalino al Comune stesso la sospensione dell’attività qualora non siano in grado di rispettare i vincoli indicati dal decreto (sempre all’allegato 1). Nel caso in cui i singoli gestori decidano di mantenere invece aperte strutture e attività sportive, se ne assumono direttamente la responsabilità, come già detto. A conclusione della conferenza stampa Il sindaco ha avuto parole tranquillizzanti per i cittadini: “Incontro continuamente tanti livornesi allarmati, però consapevoli che la situazione si può gestire nel migliore dei modi senza allarmismi, con buonsenso, ma nel rispetto assoluto del decreto del Presidente del Consiglio”.

 (il testo completo del decreto su https://bit.ly/3aAmdgH ).