Primo dell’anno in Cattedrale

Cinquantesimo anniversario Giornata mondiale della pace, monsignor Giusti: viviamo in una società dove il tempo é senza tempo.

di Roberto Olivato

La Giornata della Pace voluta da papa Paolo VI giunta alla sua 50esima edizione e che la Chiesa celebra il primo gennaio, festa di Maria Madre di Dio, quest’anno ricorre il suo mezzo secolo con un titolo di grande attualità: “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace “, pertanto questo giorno di precetto è stato festeggiato alle 10,30 in Cattedrale con la Messa celebrata dal vescovo Simone Giusti. “Siamo in un tempo senza tempo. Rispondiamo al cellulare, mentre parliamo con un’altra persona o mentre leggiamo o guardiamo la televisione. Un tempo che viene giocato e bruciato nell’attimo”. Queste le prime parole pronunciate dal vescovo Simone Giusti nell’Omelia in una Cattedrale inizialmente semideserta ma via via popolatasi nel corso della celebrazione eucaristica, come sottolineato dallo stesso vescovo che ha ringraziato i presenti per la buona volontà dimostrata nonostante le ore piccole della nottata di fine anno. Tornando al tema del tempo che sembra sfuggirci di mano, monsignor Giusti ha ricordato come il dio denaro la faccia da padrone nell’attuale società, facendo passare in secondo piano il vero senso del lavoro che dovrebbe dare dignità all’uomo e che invece viene considerato solo fonte di guadagno “ Oggi quello che conta è guadagnare- ha proseguito Giusti- il dovere e responsabilità passano in secondo piano basta vedere come sono ridotte le casette dei terremotati. E’ mai possibile che nessun operaio, capocantiere, geometra, ingegnere, Protezione Civile, funzionari regionali o comunali si siano resi conto che quelle costruzioni non erano idonee per quelle zone, ma non solo, che erano costruite al risparmio. Ecco anche in questo caso il guadagno ha preso il sopravvento sul bene delle persone. Viviamo in una società che pensa solo al profitto e all’approfitto” .Ma le parole del vescovo hanno riportato il tema del tempo sul significato della festa che la Chiesa celebrava oggi e dove Maria Madre di Dio rappresenta la divinazione dell’uomo che altrimenti sarebbe nato per morire tornando polvere “ La polvere però, innestata nell’albero della Vita che è amore, travalica la morte – ha vibratamente ricordato Giusti- dando senso alla nostra esistenza così come ci ha insegnato Maria accettando di diventare Madre di Gesù e quindi di Dio e che a distanza di più di duemila anni è ancora presente fra di noi, come le innumerevoli apparizioni e miracoli in tutto il mondo ci dimostrano, anche qui a Montenero. Quindi- ha concluso monsignor Giusti- cerchiamo di dare senso al nostro tempo riempiendolo di carità, amore e non essere come la sabbia di una clessidra che scorre solo per segnare minuti che passano e nulla più, o come pedali di una bicicletta senza catena che non ci porterà da nessuna parte. ” Oggi però si festeggiava anche la 50esima Giornata mondiale della Pace. Monsignore nessun accenno a questa Giornata?In realtà le mie parole parlavano di amore e l’amore è alla base della pace rappresentata in occasione della festa di Maria madre di Dio che abbiamo celebrato oggi”. Antonio Socci ha polemizzato circa l’omelia di papa Francesco nella quale il pontefice ha paragonato Maria e Giuseppe ai migranti dei nostri giorni, portando Socci ad accusare il papa di fare “solo e sempre politica” in quanto Maria e Giuseppe non si recavano in un Paese straniero ma nel loro stesso paese per il censimento. In realtà ho trovato sproporzionato il giudizio Socci generalmente pacato nei suoi interventi. Quando il papa paragona i genitori di Gesù ai migranti non dice nulla di strano, anche noi abbiamo avuto migranti interni da sud a nord negli anni sessanta e quindi non vedo nulla di scandaloso o di politico nelle parole del pontefice ”.