Qualcuno batta un colpo per Santa Caterina

di Roberto Olivato

Sono ormai più di quattro mesi che la chiesa di S. Caterina è col portone chiuso ed i parrocchiani continuano a partecipare alle funzioni religiose, in una piccola cappella della chiesa. Il perdurare di questa situazione, che testimonia l’immobilismo delle Istituzioni preposte all’autorizzazione della riapertura, non fa altro che aumentare il malumore fra i fedeli che il parroco don Michele Esposto fatica a contenere. In realtà don Esposto ha ricevuto una lettera della dottoressa Loredana Brancaccio, responsabile della soprintendenza delle belle arti che pur tranquillizzando il parroco circa il ritorno alla normalità della vita della sua parrocchia, in realtà non ha specificato  tempi circa la riapertura. Abbiamo sentito l’assessore alla cultura Francesco Belais che ci ha così risposto ”  Il problema della chiusura della chiesa di S.Caterina preoccupa anche l’Amministrazione, ma non possiamo farci nulla” Il sindaco però non ci pensò due volte ad emettere un’ordinanza per chiuderla. L’atto del sindaco Nogarin è stato conseguenziale a rilievi dei vigili del fuoco che dichiararono la pericolosità che rappresentava la struttura, quindi un atto dovuto” Come assessore alla cultura non può sollecitare la Soprintendenza per accelerare gli interventi idonei per farla riaprire?E’ interesse non solo dei parrocchiani e del parroco che tutto torni alla normalità, anche per l’Amministrazione è urgente che si torni alla riapertura perché l chiesa è anche un polo di richiamo turistico, sia come struttura che per le opere d’arte che in essa sono custodite una su tutte la Pala del Vasari. Purtroppo abbiamo le mani legate, forse la diocesi potrebbe farsi sentire” In realtà a suo tempo sentimmo il vescovo Simone Giusti che però ci disse di non avere voce in capitolo, imputando alle lungaggini burocratiche l’immobilismo di questa situazione. Forse sarebbe ora che la Soprintendenza battesse un colpo.