Rivalutazione Pensioni dal 2019

Solo le pensioni fino a 1500 euro si rivalutano al 100%, per i trattamenti più alti, è previsto un meccanismo a scaglioni con rivalutazione solo parziale: le novità in manovra 2019.

Manovra 2019, le modifiche dopo l’accordo UE

Non c’è solo il previsto contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro nella manovra 2019, fra le novità dell’ultima ora viene previsto anche un nuovo meccanismo d’indicizzazione parziale per il prossimo triennio. Si tratta delle modifiche apportate alla legge di Bilancio in seguito all’ accordo con la UE, che evita la procedura d’infrazione portando il defici/PIL al 2,04%, comportando una serie di cambiamenti al testo, utili a produrre risparmi di spesa. Fra questi, appunto, la nuova rivalutazione, che salva solo le pensione fino a tre volte il minimo. Quindi, le pensioni 2019, in base all’indice previsto dal decreto dell’Economia dello scorso 16 novembre, si rivaluteranno dell’1,1%. I trattamenti superiori a 1521 euro, invece, dovranno applicare le percentuali ripartite al coefficiente di rivalutazione pensioni 2019 dell’1,1%.

Nel dettaglio, si rivalutano al 100% solo i trattamenti fino a 1.521 euro (e qui, non ci sono novità rispetto a quanto precedentemente previsto). Le pensioni più alte, invece, per il periodo 2019-2021, vengono indicizzate in base a un meccanismo a scaglioni, così modulato:
• 97% per gli assegni tra 1.522 e 2.029 euro,
• 77% fino a 2.537 euro,
• 52% fino a 3042 euro,
• 47% fino a 4059 euro,
• 45% fino a 4566 euro (nove volte il minimo),
• 40% o per quelli d’importo superiore.
Si tratta di un sistema più penalizzante rispetto alla rivalutazione pensioni precedentemente prevista. Fra l’altro, nel 2019 avrebbero dovuto tornare i coefficienti previsti dalla legge 338/2000, più favorevoli di quelli applicati negli ultimi anni (in seguito al Decreto Poletti del 2013, seguito alla sentenza dell Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittimo il blocco rivalutazioni deciso dalla riforma di fine 2011).