Scioperano le locandine

di Roberto Olivato

Per chi questa mattina si fosse recato all’edicola sotto casa, sarà balzato all’occhio l’assenza delle locandine dei quotidiani. Al loro posto dei volantini con la sigla SI.NA.G.I. ( sindacato nazionale giornalai d’Italia). Uno sciopero che non blocca la vendita dei quotidiani, come ci hanno spiegato alcuni edicolanti, ma un segnale per richiamare l’attenzione sulla loro categoria da anni ferma contrattualmente, circa gli utili sui giornali. Un esempio: sul costo di un quotidiano da € 1,50 all’edicolante spetta un compenso di € 0,0185 e questo è ormai ritenuto dalla categoria insufficiente a coprire i costi delle loro attività. Stefano Paolini rappresentante Si.Na.G.I. di Livorno ha detto che oggi 31 ottobre é in corso a Roma un incontro edicolanti ed editori, per il rinnovo del contratto nazionale fermo al 2006. ” Ci auguriamo di poter avere delle risposte positive, altrimenti passeremo al blocco delle vendite”. Non può negare che esista una crisi nell’editoria? ” I giornali non è che non si vendono, ma è che sono sempre meno coloro che li comprano. Gli editori continuano ad avere introiti pubblicitari sui siti, sui giornali on line e quant’altro e le edicole vedono calare le loro vendite”. Quali sono le vostre richieste? Il mondo dell’editoria è in costante trasformazione e mentre da parte degli edicolanti assistiamo a chiusure di attività, le case editrici continuano a sfornare nuovi prodotti lasciando immutato il nostro margine di guadagnoUna richiesta su tutte?Chiediamo un aumento di 10 centesimi del prezzo delle riviste che verrebbe ripartito con 7 centesimi all’edicolante, 2 alla distribuzione ed 1 centesimo ad un fondo riserva per aiutare le edicole ad informattizzarsi “ .  Secondo il sindacato l’accordo che si spera esca dall’incontro di oggi a Roma dovrebbe servire a fare uscire dalla crisi l’intera filiera editori, distributori, giornalai. Se ciò non fosse possibile, sarà serrata nazionale  “.