Terme del Corallo, partito il cantiere

Aperto ufficialmente questa mattina 21 luglio alle ore 12, il cantiere di avvio dei lavori di restauro e rifunzionalizzazione del padiglione della mescita e del giardino centrale delle Terme del Corallo.

 

di Roberto Olivato

Dopo le luci del Caprilli i riflettori si sono spostati sulle Terme del Corallo, una realtà abbandonata da decenni e che questa mattina, giovedì 21 luglio alle ore 12, ha visto aprirsi il cantiere per l’avvio dei lavori di restauro e rifunzionalizzazione del padiglione della Mescita e del giardino centrale delle Terme del Corallo per n ammontare di duemilioniduecentomila Euro.

 

Presenti all’evento, che ha visto una grande partecipazione di cittadini oltre alle associazioni di volontariato che da diversi anni operano all’interno delle Terme, come l’Associzione Reset e Associazione Terme del Corallo Onlus, sono intervenuti, il presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo, in rappresentanza del presidente Eugenio Giani, il sindaco di Livorno Luca Salvetti, in collegamento telefonico il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, l’assessora all’Urbanistica Silvia Viviani in collegamento telefonico, l’assessora alla Mobilità Giovanna Cepparello, l’assessore alla Cultura Simone Lenzi, il responsabile delle Relazioni Istituzionali con le Regioni e gli Enti Locali del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiano Giovanni Palladino, il soprintendente di Pisa e Livorno architetto Valerio Tesi, la progettista e direttrice dei lavori architetta Melania Lessi del Comune di Livorno, Stefano Frangerini dell’impresa Frangerini.

” L’inizio del restauro del padiglione delle Mescite e del giardino centrale delle Terme del Corallo, è una grande soddisfazione– ha detto all’inizio del suo intervento il sindaco Salvetti- La giornata di oggi è un passo decisivo di un più ampio progetto di riqualificazione urbana  che coinvolge questa parte della città fino al Cisternone e che porterà, insieme alla Regione ed Uffizi di Firenze, alla nascita degli Uffizi al mare.

Questa struttura liberty– ha proseguito Salvetti- che sarà ulteriormente valorizzata dall’abbattimento del cavalcaferrovia, che dovrebbe avvenire ad inizio anno, diventerà il fulcro dell’attività culturale livornese, crocevia di turisi ed una porta d’ingresso alla città finalmente degna e strutturata. Il ringraziamento personale e dell’Amministrazione – ha conclsuo Salvetti- ai volontari che da anni sono impegnati nella rinascita di quest’area e che senza la loro caparbietà nel volere e nel credere nella rinascita di quest’area abbandonata purtroppo da molti anni, non sarebbe mai partita. Sotto la pressione di questa loro positiva ostinazione Istituzioni ed Enti si sono attivate per realizzare la rinascita delle Terme del Corallo.”

Gli interventi dei rappresentanti istituzionali ed aziendali partecipanti al progetto, hanno unanimente sottolineato il ritorno in termini economici, sociali e turistici che la rifunzionalizzazione delle Terme sarà in grado di creare, come ricordato anche dal direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ” Un ringraziamento ai livornesi per aver voluto il recupero di quest’area che permetterà la nascita degli Uffizi del Mare, un binomio naurale che lega Firenze a Livorno come dimostreremo con alcune opere che dagli Uffizi giungeranno a Livorno e che rappresenteranno il legame storico fra le due città. Un ringraziamento alle associazioni di volontariato che hanno permesso la rinascita di questo luogo abbandonato da troppi anni.”

Cenni storici

Le Terme del Corallo di proprietà del Comune, costruite dall’ingenere Angiolo Badaloni, vennero inaugurate nel 1905, grazie alla scoperta di cinque sorgenti di acque salutari, riconosciute da studi ed analisi chimiche con proprietà simili a quelle delle Terme di Montecatini.

Il complesso è composto da un corpo centrale e due padiglioni laterali speculari, uniti tra loro da un porticato coperto composto da alte colonne con capitello che si apre sul giardino, arricchito da una fontana con dei putti in terracotta. Il fabbricato centrale era utilizzato per concerti e congressi, dotato di un grande salone impreziosio da un ampio lucernario a vetri colorati. Il padiglione sinistro era adibito a studi medici con sale, il laboratorio chimico-farmacologico e i gabinetti dei professori consulenti. Il padilglione destro , in fase di ristrutturazione, aveva la sala da conversazione e la Sala della Mescita, un locale semicircolare distinto agli angoli da colonne binate ed arricchtio nella zona inferiore della parete da ceramiche e maioliche dalle quali sgorgava l’acqua delle cinque sorgenti.