Via Crucis in Fortezza Vecchia con i Trinitari

Il vescovo Simone Giusti venerdì 18 in Fortezza Vecchia, per la Via Crucis organizzata dai padri Trinitari in ricordo dei perseguitati e migranti

di Roberto Olivato

Inizierà dalla Fortezza Vecchia la Via Crucis che la parrocchia di San Ferdinando ha organizzato per venerdì 18 ottobre alle ore 17,45. Dalla Fortezza in processione i fedeli, alla presenza del vescovo Simone Giusti, raggiungeranno la chiesa Trinitaria nella Venezia. A spiegare il perchè di una Via Crucis vissuta al di fuori del perdiodo pasquale è padre Emilio Kolaczyk parroco della chiesa di S. Ferdinando: “ Il carisma dell’Ordine Trinitario, a cui appartengo, si basa sin dalla sua fondazione, su un’iniziativa di San Giovanni De Matha finalizzata al riscatto dei prigionieri cristiani. Nel 1653, padre Francesco di San Lorenzo iniziò proprio dal porto di Livorno la prima azione redentiva di 34 schiavi.” Come era possibile ottenere la loro liberazione?“ Semplicemente pagando un riscatto. Le somme erano frutto di collette, elemosine, donazioni, ma anche di oboli di marinai che facevano base nel nostro porto e che temendo di essere catturati dai corsari, si tutelavano affidandosi alla nostra confraternita l’unica, che in caso di loro cattura, sarebbe stata in grado di pagarne il riscatto”. La Via Crucis per i più é legata alla Quaresima, perché questa eccezione?“ In realtà la Via Crucis andrebbe rievocata ogni venerdì in memoria del sacrificio di nostro Signore. Pertanto quella del 18 ottobre servirà a ricordare le sofferenze ed il sacrificio di tanti schiavi che i primi padri Trinitari riuscirono in parte ad alleviare, arrivando anche a porre come scambio la propria persona, qualora non fosse stato sufficiente il denaro raccolto. Ma questa Via Crucis servirà anche ad accendere i riflettori sui tanti perseguitati cristiani presenti in diverse parti del mondo, che  assieme ai migranti, vengono ricordati nella 105esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.” A confortare  le parole di padre Emilio, quelle di papa Francesco in occasione della Giornata del Migrante: “….la risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si può riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Ma questi verbi non valgono solo per i migranti e i rifugiati. Essi esprimono la missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, che devono essere accolti, protetti, promossi e integrati. Se mettiamo in pratica questi verbi, contribuiamo a costruire la città di Dio e dell’uomo, promuoviamo lo sviluppo umano integrale di tutte le persone e aiutiamo anche la comunità mondiale ad avvicinarsi agli obiettivi di sviluppo sostenibile che si è data e che, altrimenti, saranno difficilmente raggiunti.  Dunque ha proseguito il Pontefice- non è in gioco solo la causa dei migranti, non è solo di loro che si tratta, ma di tutti noi, del presente e del futuro della famiglia umana. I migranti, e specialmente quelli più vulnerabili, ci aiutano a leggere i “segni dei tempi”. Attraverso di loro il Signore ci chiama a una conversione, a liberarci dagli esclusivismi, dall’indifferenza e dalla cultura dello scarto. Attraverso di loro il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza e a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio.