Covid-19: Confagricoltura lancia l’allarme

di Vito C. e Laura P.

Le nostre coltivazioni agricole sono lavorate per la maggior parte da braccianti, macedoni, marocchini, romeni. Quest’anno a causa del coronavirus forse non arriveranno, la maggior parte rimarrà confinata in patria creando danni al ciclo delle coltivazioni. All’appello mancano soprattutto i lavoratori comunitari.
Nel nostro Paese, sottolinea Confagricoltura, “gli ultimi campi senza immigrati risalgono agli anni ’70”. Ma il problema riguarda molti Paesi europei e sono diversi quelli che si stanno adoperando per superare l’emergenza nei campi. Oggi in Italia gli operai agricoli sono circa 1,1 milioni e, di questi, gli stranieri regolari sono poco meno di 400mila, ovvero circa il 36%, la stragrande maggioranza dei quali provenienti dalla Romania. Coldiretti conferma che quella rumena è la comunità di lavoratori agricoli più presente in Italia (con più di 107mila occupati rappresenta un terzo di tutta la manodopera straniera), seguita da marocchini con circa 35mila braccianti, indiani con poco più di 34mila operai e albanesi (oltre i 32mila). Un nodo che è venuto al pettine con il Covid-19 ma che da tempo si era annunciato come uno dei problemi più sentiti dalla nostra agricoltura.