Tutti in clausura e la speranza diverrà certezza

di Roberto Olivato

Continuando nella linea editoriale che ci siamo imposti, cioè di non partecipare alla gara quotidiana dello stillicidio di cifre sui contagi, terapie intensive e morti, vi proponiamo altri numeri che aiutano a mantenere viva la fiammella della speranza, che non deve mai abbandonare nessuno di noi. Una fiammella che permette di vedere il bicchiere mezzo pieno, a fronte del vuoto che la drammaticità del momento spinge a farci vedere. Ad aiutarci in questa visione positiva, oltre alla totale coscienziosa clausura nelle case, di interi gruppi famigliari chissà per quante settimane ancora, vi sono alcuni segnali che ci permettono di cominciare a pensare in positivo, dopo l’iniziale onda rossa che come uno tsunami ha inondato tutta la penisola. Dopo le prime settimane (troppe) d’ incertezze e di timidi interventi ecco che qualcosa si muove, purtroppo solo a livello regionale, nella piena assenza delle autorità centrali che dimostrano di arrivare ad intervenire sempre più in ritardo, rispetto alle esigenze territoriali. Pertanto, rimanendo in casa nostra e quindi in Toscana vediamo cosa bolle di buono in pentola:

  330 gli infermieri entreranno in servizio nei prossimi giorni, ad oggi già 178 hanno preso servizio negli ospedali della ASL Toscana nord ovest, per altri 20 sono in corso le procedure di assunzione. Nuovi ingressi anche di operatori socio sanitari, sui 90 richiesti, 58 hanno già accettato, quindi anche per loro è imminente la firma del contratto. Inoltre, sono attualmente in servizio 136 operatori sanitari con contratto interinale, 53 sono infermieri. Sempre in campo infermieristico, la ASL sta cercando personale esperto in terapia intensiva e malattie infettive da assumere con contratto libero professionale. Per quanto riguarda la parte medica, sono in corso di reclutamento 90 anestesisti, 4 infettivologi, 18 internisti, 11 cardiologi,1 pneumologo, 43 specialisti in emergenza e urgenza. Sempre nell’ottica del potenziamento del personale è stato pubblicato il bando rivolto ai medici in pensione (anestesisti, rianimatori, pneumologi, infettivologi, emergenza e urgenza), 2 hanno accolto l’invito e arriveranno nei prossimi giorni.

A Massa i detenuti del carcere saranno impegnati nella produzione di 5mila mascherine al giorno. Per garantire tutte le misure igieniche del processo produttivo, i laboratori sono stati ispezionati ed i materiali sono stati selezionati in accordo con il dipartimento del farmaco della ASL Toscana nord ovest, diretto dal dott. Giuseppe Taurino. Le mascherine saranno prodotte secondo gli indirizzi redatti dalla Regione Toscana che, con l’ordinanza 17 del 19 marzo, ha stabilito le caratteristiche tecniche e le prove di sicurezza effettuate dall’Università di Firenze. Questi presidi hanno le stesse caratteristiche di quelli testati dall’Ateneo fiorentino e possono essere utilizzati esclusivamente, nei check point, dai cittadini e da eventuali accompagnatori che devono recarsi in strutture sanitarie territoriali e ospedaliere.

Il Sindaco del Comune di Carrara, Francesco De Pasquale, ha consegnato 30mila mascherine chirurgiche all’ospedale Apuane. Le mascherine provengono dalla città cinese di Yunfu gemellata con la città di Carrara.

Domani, fanno sapere dagli uffici della giunta Regionale saranno distribuite altre 35 mila mascherine marchiate CE, 54 mila ‘autoprodotte’ in Toscana e 40 mila della Protezione civile. Prima si usino naturalmente quelle chirurgiche marchiate CE (per la precisione CE UNI EN 149:2009), si scrive nell’ordinanza; ma poi, se quelle a disposizione nei magazzini Estar marchiate CE – che la centrale d’acquisto sta cercando ovunque e con ogni sforzo – non saranno a sufficienza, i sanitari utilizzino in ospedale quelle di tessuto che la Regione sta facendo produrre: sicure e già testate dal dipartimento di chimica dell’università di Firenze, sia pur in attesa di validazione da parte dell’istituto superiore di sanità come quelle della Protezione civile.
A Livorno distribuiti nuovi  tamponi al servizio diagnostico, il servizio è già attivo sulle 24 ore a Livorno (da ieri, 20 marzo, nei giorni precedenti era sulle 12 ore), dove possono essere analizzati circa 200 campioni ogni giorno