Michelangelo Rongo raddoppia…..

Dall’ 1 giugno nuova avventura presso lo storico Bagno Marzocco di Marina di Pietrasanta .

di Luca Lischi

 

Michelangelo Rongo dopo vent’anni di attività, del Ristorante Aragosta a Livorno ancora da lui guidato, aveva bisogno di altri stimoli ed appena si è presentata l’occasione di fare una esperienza tutta nuova, ma sempre in un luogo di mare, un posto dove il mare è perfino “uscio e bottega”, non ha perso l’occasione e con il consueto entusiasmo e l’ innata passione d’ imprenditore verace e capace, ecco che ha preso in gestione anche il

Ristorante bar & pizzeria dello storico stabilimento balneare Marzocco.

Parliamo di Toscana, di Marina di Pietrasanta, un posto apprezzato da anni e sempre più in voga per essere destinazione preferita anche di molti Vip. Per le località da loro scelte questo è più che bene! Diventano “social appetibili” e godono di una promozione che porta molte persone a frequentarli facendo crescere il turismo e l’economia del territorio.

Lui ama le sfide e non poteva cogliere anche quella che proprio nel 2022 lo stabilimento balneare compie addirittura 100 anni! E questo significa per lui e per il prestigio della storica attività un debutto che deve lasciare un segno tangibile.

Michelangelo avrà un bel daffare, ha raddoppiato e chissà che anche non triplichi, come fanno gli chef televisivi. A lui le avventure impegnative non mettono alcun timore, anzi lo stimolano a inventarne di “cotte e di crude”.

Come fece ad Expo a Milano che preparò per un mese intero il cacciucco in un padellone di oltre un metro facendo spettacolo e ancora più importante facendolo assaggiare quasi a chiunque dei 137 paesi ospiti. Lì, ad Expo, il Cacciucco e la cucina di mare livornese varcarono ogni confine europeo arrivando in oriente e occidente e addirittura perfino in Oceania!

Michelangelo è di origine partenopea, della costiera sorrentina, legato a Livorno e al territorio della provincia, da quando giovanissimo ha iniziato a lavorare nella ristorazione, come giovane chef uscito dalla scuola alberghiera. Di Livorno ha preso la passione culinaria di scoglio, non certo il parlare o la sfacciataggine verace nei modi di dire e di fare (per fortuna sua). Tante esperienze come dipendente e poi la sua vocazione imprenditoriale con il Ristorante Aragosta.

Con una missione iscritta nel suo Dna: quella di non fermarsi mai di fronte alle sfide e alla passione per la cucina. Ed eccolo sempre in movimento a portare i suoi piatti e i suoi sughi (ha lanciato una varietà di mare e di terra di sughi in barattolo dai numeri limitati e di qualità per palati esigenti e la Palamita sott’olio – di quello vero! – che è una prelibatezza da intenditori).

Sicuramente le tante esperienze internazionali di Slow Fish, del Salone del Gusto, di Vinitaly, di Cibus e le altre miriadi di fiere ed esposizioni nazionali ed europee a cui ha partecipato gli hanno dato una carica di idee e di passione che lui, e coloro che lo affiancano, da lui saggiamente contaminati, non possono mai fermarsi. Sono una squadra che è un pozzo di idee e di concretezza.

Saprà portare nello stabilimento balneare Marzocco la sua cultura culinaria legata alla esperienza e sapienza antica offrendo piatti di tradizione ma anche la creatività innovativa che gli anni di “girovago” per eventi e fiere gli hanno donato come fondamento di esperienza e di confronto. Sempre con una semplicità di piatti che esaltano i prodotti freschi e la filiera corta che lui propone.

Chi si aspetta piatti di impatto spettacolare cambi posto. Lui sa offrire portate di tradizione senza tanti fronzoli. Pasta d’Amare e pesce, accompagnato da vini, anche meno noti, ma sempre di grande qualità, che lui da buon sommelier sa scoprire con dovizia.

Per il pesce lui attende ogni giorno in cucina quello che il mare dona ai pescatori sia esso “povero o ricco”, anzi se “povero” lo sa presentare in modi innovativi e i suo piatti si fanno apprezzare proprio per la semplicità di essere capaci di riuscire a far scoprire gusti dimenticati.

Se volete l’orata o la spigola (che si trovano ovunque) lui ve la dà, ma se vi propone qualche altro pesce poco conosciuto non abbiate timore e assaggiatelo. Farete, forse, qualche piacevole scoperta! E poi con un rapporto qualità – prezzo che spinge a frequentare il suo locale come fosse la cucina di “casa”, il luogo abituale dove si entra come ospiti e si esce come amici.

Saprà stupirvi con il suo “religioso silenzio” nel preparare il Cacciucco nel padellone. Prendere parte alla preparazione del piatto labronico e poi mangiarlo sarà una esperienza memorabile. Basta un po’ di appetito e non aver timore del pesce, anche con le lische. Se poi avanzasse un po’ di sughino e dentro ci butta la pasta (rigorosamente di Gragnano o di Santa Luce – dipende dai giorni e dal suo umore-)….assisterete ad un rito di de-gu-sta-zione che ricorderete nei secoli dei secoli, Amen! Così sia!

Buon divertimento a tavola con Michelangelo!