Tumore al seno, Ospedali Riuniti di Livorno al 5° posto

E’ stato reso noto il risultato effettuato dal PNE ( Programma Nazionale Esiti ) relativo all’anno 2017,  che valutando le strutture sanitarie italiane, ha realizzato un’indagine sugli ospedali italiani più performanti. per numero di interventi per tumore al seno. Nel calcolo sono stati considerati solo quelli che effettuano almeno 5 operazioni annue. Se a livello nazionale i presidi toscani sono solo due: l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze (che si aggiudica il 4° posto con 947 interventi effettuati nel 2017), e l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana – stabilimento di Cisanello di Pisa (al 10° posto con 662 interventi), a livello regionale ai due suddetti presidi si aggiungono l’Ospedale Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli – USL Toscana centro (FI), l’Ospedale Santo Stefano di Prato – USL Toscana centro ed al 5° posto gli Ospedali Riuniti di Livorno. In Toscana, le strutture pubbliche o private accreditate che nel 2017 hanno effettuato questo tipo di intervento sono 20 (contro le 24 del 2016): di queste, il 65% rispetta la soglia (contro il 46% del 2016).  In Italia, invece, a raggiungere il numero minimo di interventi sono 137 dei 469 ospedali pubblici o privati accreditati: il 29,2% del totale. La percentuale, però, è in aumento: nell’ultimo quinquennio, infatti, i centri in linea con lo standard sono cresciuti del 63% (passando da 84 nel 2012 a 137 nel 2017). Al contrario, è calato il numero complessivo degli ospedali italiani che eseguono interventi per tumore alla mammella: da 559 nel 2012 a 469 nel 2017 (-16%). “La direzione è quella giusta, ma la mia aspettativa– ha commentato Massimiliano Gennaro medico della Struttura Complessa Chirurgia generale indirizzo oncologico 3 (Senologia) presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano- nell’interesse dei pazienti, è che gli indicatori individuati per valutare i centri, come le soglie di attività, si perfezionino nel tempo e riflettano sempre più fedelmente la qualità delle prestazioni offerte. Quanto alle strutture in linea con gli standard – conclude Gennaro- il loro aumento è auspicabile, ma non si può prescindere da una loro equa distribuzione sul territorio che garantisca ai cittadini le stesse opportunità di cura risparmiando loro migrazioni da una Regione all’altra”. Da che età è consigliabile sottoporsi ai controlli in funzione preventiva? Per chi ha un rischio normale di sviluppare il tumore al seno, il suggerimento è di iniziare a eseguirli a partire dai 40 anni senza aspettare la chiamata per lo screening. Chi ha un rischio aumentato, per documentata familiarità, invece– precisa Gennaro-dovrebbe sottoporsi a controlli periodici e sistematici fin dalla giovane età e fare una prima ecografia a partire dai 30 anni. Riguardo alle portatrici di una mutazione genetica, importante fattore di rischio per lo sviluppo del carcinoma, il monitoraggio dev’essere ancora più intensivo. In questi casi, è indicata anche la Risonanza Magnetica una volta l’anno. A quale centro rivolgersi per gli esami di screening? “Se si sceglie di sottoporsi a ecografia mammaria o a mammografia in funzione preventiva, è meglio affidarsi a ospedali e centri diagnostici che offrono prestazioni di buon livello e dispongono di strumentazione all’avanguardia. I centri accreditati dal Servizio Sanitario Nazionale e dai Servizi Sanitari Regionali, per quanto riguarda lo screening, in genere, offrono standard qualitativi adeguati. E’ cresciuto il ricorso alla Risonanza Magnetica? Quali sono i suoi utilizzi oggi? “La Risonanza Magnetica è un esame di 2° livello a cui si ricorre molto più spesso rispetto al passato. In una prima fase, serve a chiarire eventuali dubbi sollevati dall’ecografia mammaria o dalla mammografia. Dopo la diagnosi, invece, è utile per definire l’estensione della malattia e stabilire qual è il trattamento più adeguato: un intervento chirurgico conservativo, estensivo o una cura farmacologica (che può essere proposta prima dell’operazione nel caso il tumore sia molto esteso, così da ridurlo e renderlo più facilmente operabile). In quest’ultima eventualità, la Risonanza Magnetica consente anche di valutare l’entità della risposta della malattia al farmaco.” 

Queste le 5 strutture che in Toscana effettuano un maggior numero di interventi:

1.    Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze (n° interventi: 947) 4° in Italia
2.    Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana – stabilimento di Cisanello di Pisa (n° interventi: 662) 10° in Italia
3.    Ospedale Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli – USL Toscana centro (FI) (n° interventi: 329)
4.    Ospedale Santo Stefano di Prato – USL Toscana centro (n° interventi: 263)
5.    Ospedali Riuniti di Livorno (n° interventi: 230)

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