Dad ? Disuguaglianze a distanza

Scuola, hanno riaperto le superiori in tre Regioni: Valle D’Aosta, Abruzzo e Toscana il resto regioni in Dad. Proteste degli studenti che manifestano rivendicando il diritto allo studio.

di Laura Petreccia

L’esponente livornese del Sindacato Nazionale Autonomo Scolastico, Raffaele Assante a margine della ripresa scolastica e delle manifestazioni studentesche del 13 gennaio 2021 :

“Gli studenti, comprensibilmente si sentono defraudati del loro diritto allo studio. Mettono in discussione che il governo abbia fatto tutto quello che doveva e poteva fare. Ma c’è da dire che fin dalla pubblicazione del DPCM del 3 dicembre scorso, le sedi delle prefetture hanno istituito un tavolo di coordinamento per la definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e di termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto locale”.

Sorprende la reazione degli alunni e la loro urgenza di rientrare a scuola. “La scuola è ancora di sicurezza per i nostri studenti e le nostre studentesse e aggiungo io, per molti di loro, è un’ancora di salvezza. Per questo ritengo che la didattica digitale, strumento utile per la gestione dell’emergenza e risorsa per la scuola del futuro, non possa comunque sostituire la didattica in presenza. I ragazzi hanno bisogno di recuperare quella dimensione di socialità indispensabile per la loro crescita”.

La mancanza di continuità delle attività scolastiche incidono sulla tenuta degli studenti? ” Purtroppo è un dato negativo. Desta preoccupazione l’aumento del fenomeno dell’abbandono scolastico. Spiace che gran parte delle Regioni abbiano posticipato il rientro in classe. Tutto ciò con il rischio di causare disorientamento, precarietà, insicurezza e povertà educativa.

La Dad è utile ma non sostituisce le lezioni dal vivo. La didattica digitale integrata – ha proseguito Assante-rappresenta un’occasione e una sfida per ripensare la scuola del futuro, con la consapevolezza che non possa sostituire la didattica in presenza. Le risorse investite per questa modalità didattica – a valere sul Piano nazionale scuola digitale e sulle risorse PON (Programma Operativo Nazionale) – che ammontano a oltre 413 milioni con cui sono stati finanziati oltre 34 mila progetti autorizzati, sono un investimento anche per il futuro.”