Genitori in apprensione per nuovo Dpcm

Chiacchiere da bar ma non solo in questo articolo. Genitori preoccupati per la salute dei loro figli e nonni alle prese con gli ingressi e le uscite dalle scuole dell’infanzia.

di Rita Santuari

Dopo un’estate vissuta tra il lusco e il brusco, mare si, mare no, stabilimenti parzialmente operativi e non sufficienti a coprire le esigenze cittadine soprattutto ,dopo che i ragazzi avevano trascorso mesi in casa collegati ad un computer per le lezioni on-line, è stato oltremodo duro non aver potuto sfogare la vitalità repressa di questa popolazione in crescita. Ed ora ci risiamo , pronti sul sentiero di guerra, perché di guerra si parla , perché quello che si era soltanto paventato è accaduto .

All’inizio dell’anno scolastico ,famiglie e studenti col fiato sospeso , attendono le decisioni governative per sapere di come saranno sistemate le cose e sembrava , quasi di avercela fatta ma , senza i conti dell’oste covid in agguato, con la sua recrudescenza e con lo sconvolgimento generale di ogni cosa. Fuori da ogni scuola di ogni ordine e grado, studenti e genitori discutono, si confrontano e soprattutto espongono le difficoltà alle quali vanno incontro . con questo nuovo lockdown e sono esattamente gli stessi problemi di quello appena passato. Sentiamo che cosa ci dicono alcuni genitori . Francesca G. madre di due bambini di cui uno in 2^ media e l’altro in terza liceo. ” Ora come faccio , io lavoro e non posso essere a casa a seguire i ragazzi, ho un solo computer  e non ho parenti a cui chiedere aiuto. Se non si lavora non si mangia .In casa si conta solo sul mio stipendio “.

Fuori da una scuola d’infanzia un gruppo di genitori discutono animatamente su un problema gestionale di chi va a portare e riprendere all’uscita e mi spiegano che soltanto due persone sono autorizzate oltre i genitori , però ,chiarisce un nonno ; ” I miei ragazzi lavorano tutti e due , io ancora lavoro così mia moglie e capita spesso che sono costretto a chiedere un permesso per andare a prendere la bambina ,portarla a mia moglie ed io rientrare in ufficio. Perché se ci sono queste esigenze non se ne tiene conto ? Ho chiesto alle insegnanti se c’era un modo per ottenere un permesso anche per mia moglie e mi è stato risposto che non c’era e che questa norma è stata adottata per evitare contagi “. Altri genitori sono preoccupati per l’obbligo di far indossare ai ragazzi durante tutte le ore scolastiche la mascherina e alcune di loro hanno notato che il figlio ha spesso mal di testa, del quale non aveva mai sofferto , altri ragazzi invece accusano sonnolenza , svogliatezza , chi si precipita voracemente sul cibo.

La cosa che più preoccupa è senza dubbio quella che costringe i ragazzi alla lontananza, alla mancanza del contatto fisico, della risata e della pacca sulla spalla , dei rapporti interpersonali del doposcuola essenziale per la socializzazione.
Gli argomenti trattati però , non sono solo sulla scuola , ma anche del ” “coprifuoco ” , parola che richiama memorie di guerra, nel non poter andare ad un cinema, ad un teatro , non poter ricevere famigliari a casa propria per una cena, cose che ti mettono malinconia consapevole che comunque va fatto. Le discussioni più vivaci si raccolgono fuori dai bar popolari , qui la politica la fa da padrona ; il governo argomento principale che non ne fa una dritta ” va a tentativi “- ” tutta politica per i propri tornaconto ” – ” Sperpero di denaro pubblico “- ” E dei vaccini ne vogliamo parlare ? Saranno sicuri o ci vogliono far fuori tutti per sgomberare il mondo che siamo troppi ? ” – ” e vogliamo lasciare fuori i negazionisti ? covid c’è, covid non c’è ” ma è la paura che c’è, tutti indistintamente con la mascherina , si parla ad una certa distanza di sicurezza , così fuori dai negozi in fila per acquisti , o fuori dalle scuole . In maschera dunque , tutti uniti per riuscire , o almeno tentare , d’ interrompere la catena del coronavirus ,che di corona certamente non ne ha la regalità .