Sentenza TAR, non chiude il canile municipale

In merito alla sentenza del Tar Toscana riguardante l’affidamento dei servizi del Canile municipale “La cuccia nel bosco”, l’Amministrazione comunale precisa:

“Innanzitutto preme evidenziare che il Canile Comunale “La cuccia nel bosco”, che è gestito direttamente dal Comune, ufficio Tutela Animali, e non è appaltato all’esterno come erroneamente è stato detto da alcune forze politiche (appaltati infatti sono alcuni servizi), resterà regolarmente aperto, anche se la sentenza del Tar Toscana richiede la nomina di una nuova commissione di gara per la valutazione delle offerte appunto per la gestione di servizi.

I cani non saranno certamente abbandonati. La Cooperativa Melograno, la quale ha in gestione una serie di servizi che ovviamente il Comune non può erogare direttamente (il Comune non ha un veterinario, non ha un operatore di canile, non ha un allacciatore di cani vaganti…), ne garantirà la continuità senza alcuna difficoltà, per i 36 cani attualmente presenti e per quelli che ancora dovessero essere ospitati fino al termine della nuova procedura di individuazione del vincitore dell’appalto.

Si precisa che la sentenza del Tribunale Amministrativo della Regione Toscana ha accolto soltanto il rilievo secondo il quale “la commissione avrebbe attribuito i punteggi alle offerte tecniche presentate dai partecipanti procedendo attraverso una loro comparazione anziché pesando in assoluto le stesse alla luce dei criteri di valutazione prestabiliti.

Non ha invece accolto altri rilievi. In pratica la sentenza chiarisce che “il punteggio avrebbe dapprima dovuto essere assegnato da parte di ogni commissario in relazione a ciascuno degli elementi qualitativi previamente determinati, per poi giungere alla determinazione delle medie, il che ha logicamente escluso che il collegio valutatore potesse procedere ad un confronto comparativo.”

La sentenza stabilisce dunque che, “in esecuzione del giudicato, che la valutazione delle offerte dovrà essere nuovamente effettuata da parte di una nuova commissione”.

E a questo, come detto, il Comune si atterrà, procedendo a dare esecuzione alla sentenza rinominando la commissione e chiedendo una nuova valutazione delle offerte.