A Lamporecchio un livornese nelle Pietre d’Inciampo

Pietre d’inciampo a Lamporecchio, tra i nomi il livornese Enrico Menasci. Anche l’assessore Lenzi alla cerimonia in cui sarà ricordato il docente universitario di pediatria nato a Livorno

L’assessore alla Cultura Simone Lenzi parteciperà domenica 15 maggio a Lamporecchio alla cerimonia d’ inaugurazione di quattro Pietre di Inciampo, i cubetti d’ottone che ricordano i nomi degli ebrei deportati e che in molte parti d’Europa vengono collocate in prossimità del luogo in cui le persone abitavano o sono state arrestate.

Tra i nomi che verranno ricordati domenica c’è anche quello un livornese. Si tratta di Enrico Menasci, livornese di nascita, di professione docente di pediatria all’Università di Pisa.
Figlio di Raffaele Menasci e Ernesta Pacifico, nato a Livorno l’ 8 giugno 1860, coniugato con Irma Rignani, fu arrestato a Lamporecchio (Pistoia). Deportato nel campo di sterminio di Auschwitz non è sopravvissuto alla Shoah.

In Europa sono più di 70.000 le pietre d’inciampo posizionate, sparse in tutti i paese dove sono stati catturati donne, uomini e bambini, vittime della ferocia nazista.
Nascono da un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig, come reazione ad ogni forma di negazionismo ed oblio e l’Amministrazione comunale di Lamporecchio si dichiara orgogliosa di contribuire a questo progetto per la memoria.

A Lamporecchio saranno posizionate, di fronte al Teatro Comunale, a lato della Biblioteca Don Siro Butelli, in Via Costituzione, quattro pietre d’inciampo, a perenne memoria di altrettanti ebrei vissuti a Lamporecchio e deportati ad Auschwitz. Oltre a Menasci si tratta dei fratelli Aldo e Giovanni Moscati e di Ildebrando Trevi.