Era fame !

di Roberto Olivato

Il caso dell’extracomunitario che ha ucciso un gatto per cuocerlo alla brace, avvenuto questa mattina nei pressi della stazione di Campiglia Marittima è andato sulle prime pagine dei giornali e su alcuni telegiornali. La notizia di per se raccapricciante, che a prima vista lascia interdetti, pone alcune domande d’obbligo. La prima è che cosa ci facesse un clandestino in giro liberamente, senza che nessuno l’avesse mai controllato se non in seguito al tragico gesto. La seconda riguarda la legge sull’immigrazione clandestina, di cui ultimamente si è provveduto in qualche modo a normalizzare. La legalizzazione di queste persone, prive purtroppo di un’assistenza ed un accompagnamento atto ad inserirli nella vita socio-economica, si trasforma in immani tragedie che a volte sconfinano in scontri di piazza  di cui le cronache sono piene. Il caso odierno, pur nella sua drammaticità, evidenzia come il soggetto in questione, assalito dalla fame, non abbia pensato due volte a cucinarsi un gatto per motivi di sopravvivenza. Il raccapriccio suscitato da questa vicenda che ha riacceso, ove ce ne fosse stato bisogno, lo spirito razzista di alcuni individui o i pruriginosi attacchi di animalisti, rischiano di far passare in secondo piano se non annullare il motivo principale del gesto: la fame!