In pieno egocentrismo grazie all’immobilismo

di Roberto Olivato

Ormai il mondo irreale ha soppiantato il mondo reale che, con video e foto girate su facebook ed altre diavolerie del web, permettono a chiunque di trasmettere immagini con qualsiasi tipo di contenuto. Nel mondo del digitale non solo l’irreale ha preso il sopravvento sul reale, ma anche l’etica morale, alla quale ogni giornalista è sottoposto, pena la cancellazione dall’Ordine, sembra non avere limiti per qualsiasi altro terrestre, come dimostra l’ultimo fatto di Crema dove una donna, avvolta dalle fiamme, é stata ripresa da diverse persone, anziché essere soccorsa. Simili atti ridimensionano, almeno per alcuni, la figura dell’uomo contemporaneo. Un essere che essendo pieno di egocentrismo pone se stesso al centro di ogni esperienza, trascurando la presenza e gli interessi degli altri, come il selfie (foto) scattato dai sorridenti carabinieri di Piacenza con banconote in mano frutto del loro spaccio. Nel caso specifico della donna arsa, l’apparire é riflesso non tanto sulle drammatiche immagini, ma su chi le ha riprese vantandosi di essere stato lui a buttare in rete una tragedia, non facendosi passare nell’anticamera del cervello, che senz’altro non ha, quello a cui stava assistendo senza fare nulla. Così un reato come nel caso dei carabinieri, o una tragica fine di una vita per la donna nel rogo, vengono buttate in pasto ai social pur di apparire. Tutto ciò é la dimostrazione del valore che alla vita viene dato da alcuni. Del resto quando abbiamo individui che si mettono alla guida sotto l’effetto di stupefacenti od ubriachi, dove ci si diverte a sdraiarsi sui binari in attesa del treno, dove ci si diverte a saltare da un balcone ad un altro, dove ci si diverte non a bere ma ad ubriacarsi per il gusto di farlo, tutto ciò in nome di una pseudo libertà, purtroppo inculcata da politiche che in nome del permissivismo hanno lasciato a briglie sciolte diverse generazioni, non c’é da stupirsi se i risultati sono quelli del video in oggetto. Sempre in nome della libertà ci troviamo con una magistratura, super partes (?), con correnti politiche al suo interno, trasformandola di fatto in un mini parlamento. Una libertà che purtroppo tocca anche i vertici di chi è alla guida del nostro Bel Paese. Libertà che per incapacità governativa propina quasi quotidianamente regole e contro regole. Vi ricordate? In piena pandemia alcuni facevano a gara a dirci che le mascherine servivano, altri che erano inutili. Altri proponevano i tamponi, ma taluni ne sottolineavano l’inutilità. Di queste ultime ore il ripristino del distanziamento sui treni ad alta velocità, non si comprende perché no sui regionali, mentre sugli aerei non vi é nessun obbligo di distanziamento. Discoteche chiuse, poi riaperte e poi richiuse parzialmente. Sempre in nome della libertà, spiagge libere senza alcun controllo nel 90% dei casi e stabilimenti balneari super controllati. Più che libertà assistiamo ad una totale confusione o meglio ad un’anarchia generalizzata che dalle Istituzioni si riflette sul Paese, portando al dilagante menefreghismo a cui assistiamo quotidianamente e dove l’immobilismo della maggioranza di noi deve sentirsi correa.