Logica e riconoscenza forse non più avulse dalla politica

di Roberto Olivato

Giochi quasi fatti nel centrodestra livornese, circa i nomi dei candidati che parteciperanno alle prossime amministrative del 26 maggio. Come ormai avviene in occasione di ogni tornata elettorale, in tutte le liste ci sono e sempre ci saranno, contenti e scontenti. Il malumore ha origine dalle scelte che i dirigenti provinciali e regionali dei vari partiti, mettono in atto nel predisporre l’elenco dei nominativi, dando origine immancabilmente ai mal di pancia degli esclusi, ma anche a chi reputa di essere stato declassato rispetto alla “classifica” della meritocrazia. Il clima è identico in tutte le sedi dei partiti, un po’ meno nelle liste civiche, anche perchè la consapevolezza di essere solo delle gregarie, pone sotto la cenere ogni tipo di velleità dei partecipanti alla tenzone politica. Il centrodestra come dicevamo ha quasi raggiunto la quadra, non senza qualche mal di pancia come avvenuto nella Lega dove, dopo giornate piene d’incertezze e di giochi duri, è stato scelto nella serata di ieri 18 aprile il nome di Giulia Pacciardi, quale copolista livornese del partito di Salvini , che sino a prima della scelta unitaria per Andrea Romiti, era la candidata a sindaco della Lega. Si dirà che la scelta era d’ obbligo dopo aver speso la Pacciardi come candidata a sindaco per la Lega, ma purtroppo la logica e la riconoscenza non appartengono alla politica, pertanto la nomina di Giulia Pacciardi quale capolista della Lega diventa una notizia perché questa scelta sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo sino a controprova, aver riportato nel mondo reale, più vicino al sentire della gente e quindi trasformato, il vecchio modo di fare politica.