Ne vediamo di tutti i colori, anzi colors

di Roberto Olivato

La confusione regna sovrana nel nostro Bel Paese ed ogni giorno sentiamo tutto ed il contrario di tutto. Le contraddizioni partono dal Governo e si diramano lungo tutto lo Stivale, creando incertezze e confusione fra la gente. Una volta il “bianco” e il “nero” erano i colori che rappresentavano la realtà  in luci od ombre, in cose giuste o sbagliate, amore o odio, positive o negative, dove una escludeva l’altra. Su questi binari viaggiava la società fino a qualche lustro fa e, grazie alle famiglie, i giovani avendo ben presenti nei loro pensieri quei colori, riuscivano ad agire con discernimento. Oggi in politica in virtù del giallo o del verde vediamo proposte che se piacciono ad uno dispiacciono all’altro, senza alcuna valida motivazione, ma solo per distinguersi. Il tutto viene poi esasperato quando si entra nell’arcobaleno infatti, neanche a farlo apposta, nei sei colori rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto non sono presenti il bianco e il nero e quindi in quel simbolo movimentista non si agisce con discernimento, ma solo per egoistici personali interessi o per il semplice gusto di  andare controcorrente. L’arcobaleno quale vessillo movimentista fotografa appieno le discordanze e le contrapposizioni che lo pongono in contrasto con la società del bianco e nero. Oltre alla confusione di colori, in questi ultimi tempi le nostre menti sono frastornate da una miriade di parole anglosassoni, che ai più non dicono nulla, come l’ultima dell’altro ieri “revenge porn” relativa ad immagini  fotografiche o video privati pubblicati in internet, poi abbiamo avuto il job act, spending review, road map, scouting e l’elenco non finirebbe qui. Tutti questi termini non fanno altro che aumentare la confusione fra la gente, allontanandola sempre più dalla politica che una volta comunicava in politichese ed oggi invece con parole e frasi anglossassoni, mancando di rispetto all’intero popolo italiano e sopratutto a quegli anziani che rappresentano un quarto della società e che meriterebbero più considerazione.