Siamo più esausti dell’olio

di Roberto Olivato

Ci mancava anche questa! Dopo il caos degli stalli blu, della caotica differenziata, ecco che arriva anche la raccolta dell’olio esausto da cucina.   L’Aamps e la nostra fantasiosa Amministrazione hanno pensato che non bastassero i vari sacchi multicolori dove distribuire i rifiuti di casa, adesso ci propongono d’ imbottigliare l’olio fritto per portarlo in uno dei sei punti di raccolta. Siamo alla pazzia. Fra un po’ ci chiederanno di portare anche la carta igienica usata in altrettanti centri. I promotori devono senz’altro essere degli extraterrestri. Vi vedete alle prese con bottiglie ed imbuti per travasare olio di semi bruciato ed odorante di pesce o di uova, salire in auto e dirigersi verso i punti di raccolta, ma solo nel secondo e quarto giovedì del mese, vale a dire che per quindici giorni dovremo tenerci in casa alcune bottiglie di olio esausto, magari sul balcone e per chi non ce l’ha, sotto al lavandino o sotto il letto. Non c’è limite all’immensa fantasia di questi Pentastellati che, forse per essere sicuri di non venire più rieletti, ne inventano una al giorno. Se questo è il loro scopo, possiamo garantire che ci sono riusciti.