Allo Chalet si parlerà della beata Guadalupe Ortiz

L’associazione DUO ARTI IN COPPIA domani venerdì 28 giugno alle ore 18, presso lo Chalet della Rotonda di Ardenza, presenterà alla cittadinanza la figura di Guadalupe Ortiz de Landázuri, una laica professoressa di chimica, che la Chiesa Cattolica ha proclamato beata per la dedizione che nel corso della sua vita dedicò nell’apostolato e nel suo lavoro. Nel corso dell’incontro troverà spazio anche un momento musicale col trio di Nino Pellegrini e Elisa Mini, giovane e sofisticata cantante Jazz. Interverranno all’evento il prof. Gianni Fochi, chimico della Scuola Normale Superiore di Pisa, la Prof.ssa Antonella Martini, ordinario di ingegneria gestionale presso l’università di Pisa, ed il Prof. Marco Macchia,. ordinario di chimica farmaceutica presso l’università di Pisa.

“Guadalupe Ortiz de Landázuri y Fernández de Heredia nacque a Madrid il 12 dicembre 1916. Nel 1932 termina gli studi superiori e si iscrive nella facoltà di Scienze Chimiche. I suoi studi universitari procedono in modo brillante, ma nel 1936 è costretta a interromperli per lo scoppio della guerra civile spagnola. Nel 1941, terminati gli studi, comincia a dare lezioni per sostenere la famiglia. Prende il brevetto di pilota, un fatto eccezionale per una donna dell’epoca. Nel 1944 conosce  Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, che l’aiuta a scoprire che il lavoro professionale e la vita ordinaria sono il luogo d’incontro con Dio. Da quel momento Guadalupe si dedica a molteplici attività dirette alla formazione e promozione della donna, come l’amministrazione di due residenze universitarie a Madrid e a Bilbao, dove organizza lezioni per migliorare la preparazione delle giovani impiegate. Assume l’incarico di dirigere una residenza per studentesse universitarie a Madrid. Nel 1951 si trasferisce in Messico, dove fonda e dirige un’altra residenza per universitarie, incoraggiando le studentesse ad approfondire la loro formazione umana, imparando a mettere al servizio degli altri le proprie conoscenze. Contemporaneamente cerca la collaborazione di donne, professioniste e madri di famiglia, alle quali cercò di trasmettere la propria fede cristiana. Nel 1956 Guadalupe si trasferisce a Roma ed un anno dopo tornò in Spagna a seguito di una seria patologia cardiaca che la portò ad essere operata per una stenosi mitrale. Successivamente ottenne il dottorato con il massimo dei voti, il Premio per la Ricerca Juan de la Cierva e la cattedra di docente di Scienze in una Scuola professionale pubblica. Sino alla fine incarna l’anelito che ha pervaso la sua vita: formare e promuovere la donna e avvicinare a Dio le persone che le stanno accanto, con una gioia e un’amicizia esemplari. Il 16 luglio 1975 muore a Pamplona”.