Cose da ridere al Senso del Ridicolo

di Laura Petreccia e Vito Capogna.

E’ giunta alla sua quarta edizione il Festival Il Senso del Ridicolo, una tre giorni dal 27 al 29 settembre a Livorno sull’umorismo, sulla comicità e sulla satira.“Ridere è il linguaggio dell’anima e se ridiamo, l’anima vive”, diceva Pablo Neruda. Ce lo raccontano al Festival Italiano Il senso del ridicolo. La risata libera, L’arte libera. L’arte perchè anche se non siamo artisti, è all’arte che dobbiamo aspirare, non al mestiere, contiene qualcosa per forza non imbrigliabile. Far ridere è diverso. Non s’impara, checchè ne dica , chi pretende di’ insegnarlo. La risata, no, quella è implacabile: viene o non viene, e quando non viene è un dramma. Non potete far ridere tutti, non abbiate paura, tutto è permesso. Spostate la palizzata. Chiara Alessi docente al Politecnico di Milano, questa mattina ci ha guidati per un secolo di forme e di oggetti , di design italiano , tramite la fotografia inedita e materiale d’archivio. ” Siamo circondati da oggetti che sono stati concepiti per un uso serio- ha sottolineato la Alessi, davanti ad un folto pubblico- ma che sono divenuti ridicoli. Oggetti nati ridicoli e divenuti seri, oppure ludici per forme o per funzione. Una galleria d’icone da cui si potranno ricostruire i modi e i versi in cui la cultura materiale nella sua storia, con i suoi oggetti anonimi quelli firmati ha incontrato il ridicolo. Un archivio delirante , con il logo della banana sbucciata che ammicca e maliziosa si racconta in tante versioni, parte dal Futurismo passa per gli anni 50, la mitica ‘ 500 con un improbabile Aldo Fabrizi che posa e fa da contrappeso con portiera aperta, al ricordo delle 475 mila lire , pari a13 mensilità di salari che costava l’auto. Proseguendo nell’analisi sulle origini e motivazioni degli oggetti ha offerto all’Alessi un approfondimento sul significato di molti di essi: “Oggetti morbidi, forme rassicuranti che raccontano di anni di ottimismo e di rilancio dell’economia e della cultura fino a creare un corto circuito, inaspettato arrivati agli anni 70, al 68 .Le case sono rigidissime e un oggetto nomade , rivoluzionario come la poltrona di Fracchia ci porta nell’esilarante, nel ridicolo e non compreso. Certi oggetti hanno avuto la pretesa della doppia funzione, ricordate il bicchiere posacenere sigaretta? O il gettacarte inclinato, l’acquario con il sifone refrigerante, il bicchiere apri bottiglia Campari o gli oggetti concettuali. Il vassoio per torte da taglio sagomato simmetrico o graduato per esigenze di dieta. La maniglia di Achille Castiglione o Lorenzo Damiani, il simbolo del varcare una soglia, dell’entrare in una identità e su cui rimane la tua impronta al passaggio. Chi non ha mai attinto a piene dita nella Nutella? Ecco pronto il Nutella Dita! Una girandola di nanetti kitch, orologi con le ore precipitate della Swatch, scopini firmati, scarpe su tacchi banane12, sgabello dondolante per telefono, divani Gufram, sofà pop, panettoni puff killer, zampironi su sandali e oggetti inibitori di funzione che sono cimeli nei musei. Un mondo assurdo- ha ricordato concludendo il suo intervento- , un giro immenso che rispondono a domande che non sono. Ridere è un privilegio dell’uomo. La risata ha in sé qualcosa di divino. Le persone sono in grado di ridere perché hanno il senso dell’assurdo e del ridicolo”.