La pittura di Martini a villa Mimbelli

Giovedì 27 Giugno alle ore 21 nella sala degli Specchi. L’artista Sandro Martini al Museo Fattori di Villa Mimbelli in un incontro-confronto sulla sua arte. Presenti i curatori del suo catalogo generale Luigi Sansone e Matteo Zarbo

Appuntamento con l’artista Sandro Martini giovedì 27 giugno alle ore 21 al Museo Civico Giovanni Fattori di Villa Mimbelli (ingresso libero fino ad esaurimenti posti). L’artista dialogherà con Luigi Sansone e Matteo Zarbo, curatori del suo catalogo ragionato. Introduce Paola Tognon, direttrice scientifica dei Musei civici di Livorno. L’appuntamento rientra nel ciclo “Incontri-Confronti” (questo è l’Incontro-Confronto 07) occasioni di dialogo diretto con artisti, autori e critici , avviati dal 2018 nelle due sedi dei musei civici livornesi, il Museo Fattori ed il Museo della Città-Luogo Pio Arte Contemporanea. La serata estiva di giovedì sarà occasione, attraverso parole e immagini, per incontrare e confrontarsi con l’artista Martini ed il suo instancabile percorso vionario dove colore e forma costituiscono spazi inediti.

Sandro Martini nasce nel 1941 a Livorno e già a sedici anni lascia la città per avviare un percorso, prima di studio e poi di pratica artistica, in Italia e all’estero. Percorso che lo porta a inventare un linguaggio originale dove la pittura e la scultura strutturano spazi e ambienti fluidi, costruiti e dominati dal colore. Cittadino del mondo ma sempre vicino alla sua Livorno, a cui l’artista ha dedicato memorie, progetti e installazioni, le sue opere sono presenti in collezioni nazionali e internazionali ma anche nelle Collezioni civiche di Livorno. Nell’incontro in programma con l’artista, ci saranno i curatori del suo nuovo catalogo generale – uscito per Postmediabooks – Luigi Sansone e Matteo Zarbo. Ma è lo stesso Sandro Martini che si racconta al merito del rapporto tra pratica artistica e critica, tra opera e narrazione: “Ogni volta che mi veniva posta una domanda precisa e specifica su un’opera, è stato come se un grimaldello mi aprisse una porta e mi proiettasse in un momento della mia vita, spesso dolorosa o eccitante, ma la risposta era inadeguata all’indagine che stavamo facendo”.