Covid-19: il 90% dei casi sono di asintomatici

Coronavirus, Toscana verso la fase 3. L’analisi di Ars dopo la riapertura. L’Agenzia Regionale di Sanità scatta la fotografia sull’andamento della fase 2. In Toscana effettuati finora quasi 170.000 test sierologici. Il 90% dei nuovi casi sono asintomatici.

Test sierologico Covid
Ad un mese dalla riapertura del 4 maggio, quindici giorni da quella integrale del 18 maggio. Ars Toscana “scatta la fotografia” sull’ andamento della fase 2. La situazione in Toscana è del tutto favorevole: nell’ultima settimana sono emerse complessivamente 47 nuove diagnosi (nella mappa geografica qui sotto le nuove diagnosi dell’ultima settimana rappresentate dai pallini blu): in media. 6,5 nuove diagnosi giornaliere. Ad oggi, tra operatori sanitari e popolazione generale sono stati effettuati quasi 170.000 test sierologici (per approfondire https://bit.ly/2TOGfOy), più di quanti ne preveda la nuova indagine coordinata da Istat su di un campione di popolazione italiana che si è avviata 10 giorni fa. Nonostante non stia emergendo un numero considerevole di nuove diagnosi, il sistema dei laboratori continua ad assicurare la media di 3.000 tamponi ogni giorno. Gli stati clinici dei nuovi casi sono sempre più spesso asintomatici (quasi il 90% nell’ultima settimana). I casi sono quindi intercettati facilmente, e tracciati in modo efficace i loro contatti.

Bambini e giovani continuano a contrarre l’infezione assai poco frequentemente (per approfondire: https://bit.ly/2U1UvE3).

I guariti sono quasi l’80% di tutta la casistica toscana che ha preso il virus.  Le analisi condotte sui dati della Piattaforma dei casi toscani ci dicono che i tempi di guarigione sono molto più lunghi di quello che leggiamo in letteratura: la media è 35 giorni al di là degli stati clinici, e può arrivare ai 41 giorni sui casi clinici gravi. Tempi così lunghi di guarigione devono prospettare studi maggiormente approfonditi sull’infettività dei casi asintomatici. Rispetto ai decessi, purtroppo al 2 giugno sono 1.053 le persone in Toscana la cui causa di morte è direttamente attribuibile a Covid-19. La numerosità media giornaliera si è abbassata nel corso delle settimane: 4 in media nell’ultima settimana, erano 25 alla fine di marzo. Oramai è molto chiaro come fattori legati all’età e alla comorbidità, oltre all’assenza di un trattamento efficace dedicato alla malattia, siano determinanti nel produrre l’esito più grave. Le analisi dell’Ars sulla Piattaforma ISS dei casi Covid hanno mostrato come un uomo abbia oltre due volte il rischio di morire, una volta ammalatosi, rispetto a una donna. L’effetto dell’età è altrettanto forte, con un progressivo aumento del rischio per le classi d’età più elevate: già a partire dai 65 anni, rispetto alla classe d’età 60-64 anni, il rischio aumenta di almeno due volte e di fatto raddoppia al passaggio da una classe d’età all’altra. Inoltre, a parità di età e genere, la probabilità di morire per un malato Covid-19 con pregresse patologie croniche è circa 3 volte quella di un malato di Covid-19 senza alcuna patologia: tra le patologie, i rischi maggiori si osservano tra i pazienti con patologie neurologiche, renali o respiratorie (per approfondire https://bit.ly/2ypxh30).

Un recente studio Ars ha mostrato come l’eccesso di mortalità generale in Toscana è stato contenuto, 9.4% a marzo e 10.7% ad aprile, rispetto ai 5 anni precedenti e come negli ultimi 10 giorni di aprile la mortalità torni al di sotto di quell’attesa. Altro dato da sottolineare è che l’eccesso di rischio di mortalità verificatosi ad aprile è spiegato totalmente dalla mortalità attribuibile ai decessi certificati come Covid (per approfondire https://bit.ly/36tGcNe).

Alcune considerazioni finali su di un tema di stringente attualità. Cosa possiamo dire sulla supposta minor carica virale del virus? Questo è un tema che nelle ultime settimane ha appassionato molto media e scienziati, nel tentativo di inquadrare altri fattori concorrenti, oltre alle misure di distanziamento fisico operate dal lockdown. Sappiamo però come la perdita di virulenza non sia al momento dimostrata in vitro o nell’animale da esperimento. Quello che possiamo affermare con certezza, però, è la continua e progressiva emersione di casi asintomatici o pauci sintomatici, che in Toscana anche in quest’ultima settimana – che stiamo cominciando ad utilizzare come verifica della prima apertura (vedi figura qui sotto) – supera il 90% dei casi. La figura che meglio spiega la minor presenza di casi gravi sul totale della casistica è la percentuale di primi ricoveri sul totale dei casi per settimana di epidemia all’effettuazione del tampone: questa percentuale cala drasticamente e incessantemente rispetto ai casi evidenziati nella prima settimana di aprile fino ad oggi. Se non possiamo dire quindi che il virus sia meno aggressivo, possiamo sicuramente affermare che la quota di casi gravi diminuisce e che questo non è il mero risultato della percentuale dei nuovi casi che sta diminuendo.

“Al di là della numerosità dei casi, che potrà oscillare nei prossimi giorni grazie al maggiore movimento delle persone e alla totale riapertura avvenuta – dichiara Fabio Voller coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia dell’Ars Toscana – tutti gli indicatori epidemiologici a nostra disposizione restituiscono una fotografica confortante rispetto alla diffusione dell’epidemia nella nostra regione. Ovviamente dobbiamo passare un messaggio di attenzione alla popolazione, soprattutto su elementi talvolta ancora presi poco in considerazione come il costante lavaggio della mani (oltre all’utilizzo della mascherina in ambienti chiusi). Ora che la mobilità è stata ripristinata in tutta la penisola, serve continuare a monitorare l’eventuale emergere di nuovi focolai e di nuovi casi gravi, eventuali “sentinelle”di una nuova recrudescenza dell’infezione”.