Più risorse per l’assistenza agli anziani

In Toscana in dieci anni da 80 mila ad oltre 100 mila cittadini non autosufficienti, Rossi: “ Un modello toscano per garantire agli anziani il diritto all’assistenza ”

“Il problema emerge in particolare quando di tratta di non autosufficienti, ma qui in Toscana dobbiamo riuscire a garantire a tutti gli anziani il diritto all’assistenza”, così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha definito il senso della firma, posta questa mattina 7 gennaio, accanto a quella dei sindacati toscani dei pensionati, su “A casa in buona compagnia”, il progetto che la Regione elaborerà insieme a Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp, rappresentati rispettivamente da Alessio Gramolati, Stefano Nuti e Mario Catalini. “La non autosufficienza – ha spiegato Rossi – rappresenta un momento drammatico per le persone anziane e le loro famiglie. La Regione ha fatto molto, mettendo risorse aggiuntive per 80 milioni di euro, ma i soldi continuano a mancare così come manca una legge nazionale. Prima ancora di destinare altre risorse, vogliamo avere un quadro chiaro della situazione per poi mettere in essere un intervento preciso e puntuale che definisca quale tipo di assistenza deve essere erogata, in che modo, preferibilmente a casa, ma anche in strutture dedicate. Affidiamo ad una commissione il compito di elaborare questo modello toscano, che mi risulta suscitare interesse anche a livello nazionale”.

Si stima che in Toscana i non autosufficienti siano oggi circa 80.000, ma il loro numero nel giro di 10 anni crescerà fino a raggiungere i 100.000. E più della metà (il 56%) degli ultra 65enni soffre di almeno una cronicità.

Sono molto orgoglioso – ha quindi concluso il presidente Rossi – d’ insediare questa commissione che ha il compito di dirci cosa dobbiamo fare per intervenire sul problema e per dare a tutti un uguale trattamento, indipendentemente dal loro reddito e dalla loro condizione sociale. Per intervenire in modo adeguato è necessario istituire a livello nazionale un fondo basato sulla fiscalità progressiva in modo tale da poter garantire a tutti il diritto all’assistenza e colmare una storica lacuna che ha il nostro Stato”.